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Bombe carta contro sede Pd. Emiliano: “Non ho paura. Bari non torna indietro”

Davide Impicciatore
Il ‘mayor brave' di Bari risponde all'avvertimento della malavita: "Se qualcuno pensa di intimidirmi si sbaglia di grosso"
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Bombe carta davanti la sede del Pd sono state fatte esplodere la notte del 25 dicembre. Botti di Natale o ritorsione contro il sindaco? Gli investigatori – preoccupati – sono più favorevoli alla seconda delle due ipotesi. Si ipotizza, infatti, una possibile vendetta ai danni del primo cittadino barese che, all’inizio di dicembre, aveva vietato la vendita e l’utilizzazione dei botti a Natale a Bari.

Gli ordigni rudimentali esplosi davanti alla sede dei democratici hanno causato lievi danni alla saracinesca dei locali del partito e la rottura della vetrata d’ingresso.

Dopo l’accaduto la polizia ha avviato le indagini.

Tempestivo e deciso l’intervento su Facebook di Michele Emiliano, sindaco della città, che ha anche richiesto l’intervento del presidente del Consiglio e del ministro dell’Interno: “Se qualcuno pensa di intimidire me si sbaglia. Se qualcuno pensa di intimidire la città si sbaglia di grosso, perché Bari non torna indietro. E non vuole che i clan scendano a votare nella prossima campagna elettorale”.

Lo stesso Emiliano ha annunciato sul social network l’accaduto, con un chiaro ed evidente riferimento dell’ex magistrato alla presenza dei clan mafiosi alle prossime elezioni: “I clan mafiosi della città hanno cominciato la loro campagna elettorale per le Comunali facendo esplodere la notte di Natale una bomba che ha divelto la saracinesca e la vetrina della sede mia e del PD della provincia di Bari. Mai eravamo arrivati a tanto e mai si erano così apertamente schierati per i prossimi appuntamenti elettorali”.

Quindi, secondo il Sindaco, una chiara presa di posizione della malavita barese contro lui e contro la “sua” azione politica che, proprio qualche giorno fa, l’ha portato a congratularsi con le forze dell’Ordine e la Magistratura per aver nuovamente arrestato il boss Savino Parisi, suscitando sulla pagina ufficiale del Presidente Regionale del Pd “molte reazioni minacciose da parte di parenti e fiancheggiatori del boss”.

Tornando alla prima ipotesi, quella che vedeva l’episodio dell’esplosione connessa con l’ordinanza del Sindaco che prevede il divieto della vendita e dell’utilizzo di fuochi pirotecnici (colpendo quindi la criminalità organizzata che ne gestisce il traffico) sino al primo gennaio con sanzioni amministrative da 25 a 500 euro, Emiliano aveva commentato, scrivendo: “Non so se la vicenda dei botti centri qualcosa, ma a questo punto credo sia davvero il caso di predisporre – da parte di tutte le forze di polizia e seriamente – servizi di prevenzione dell’esplosione di spari non consentiti dalla legge”, avendo giustificato la stessa ordinanza sottolineando “la serie negativa di conseguenze dannose che minacciano l’incolumità pubblica e incidono sulla sicurezza urbana e che provocano danni a persone, ad animali ed al patrimonio sia pubblico che privato”, ed evidenziando come negli anni a niente sono valse le numerosissime campagne mediatiche contro l’utilizzo irresponsabile e illegale di ordigni e prodotti pirotecnici.

Quindi il Sindaco ha concluso: “Bisogna a questo punto evitare che i clan dei quartieri baresi diano ancora sfogo alla loro rabbia facendo esplodere gli enormi quantitativi di botti proibiti rimasti invenduti a causa dell’ordinanza da me emessa. Adesso occorre davvero farsi terra bruciata attorno a questi signori sottraendogli il business degli spari proibiti. Bari lo chiede al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Interno, alla Forze di Polizia, alla Magistratura”.

martedì 25 Dicembre 2012

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