Cultura

Quinta e Settima Sinfonia: (ri)scoprendo Beethoven

Nicola Andrisani
Al Petruzzelli sei concerti per conoscere o riscoprire il genio teutonico e le sue opere
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Quinta e Settima sinfonia di Beethoven, in una sola sera. Un po' come ammirare nella stessa sala 'Notte stellata' e 'I Girasoli' di Van Gogh. Due pietre miliari della storia della musica eseguite una dopo l'altra per l'appuntamento d'apertura del ciclo sinfonico Beethoveniano al teatro Petruzzelli.

Sei concerti (i prossimi il 13, il 17 e la Nona in replica il 21, il 22 e il 23) per conoscere o riscoprire il genio teutonico e l'immensa caratura culturale delle sue opere. Nella prima serata spazio dunque a due dei massimi capolavori di Beethoven, con la direzione del giovane Carlo Rizzari, assistente di Tony Pappano a Santa Cecilia, direttore affidabile e di grande prospettiva.

Lineare ed essenziale sul podio ha saputo guidare l'orchestra attraverso due interpretazioni interessanti delle sinfonie. Minimalista l'approccio del direttore alla Quinta, con una versione soft ma precisa del celebre tema a quattro note simbolo del destino inesorabile che bussa alle porte della nostra esistenza. Un po' meno preciso quello dell'ensemble della Fondazione, con un'evidente stonatura di un trombettista, avvertita nonostante le fastidiose note del 'Volo del Calabrone" di Rimsky-Korsakov provenienti da un cellulare in sala.

La macchia però non scompone l'orchestra, sempre più sicura e affiatata, a tratti eccellente, specie nel passaggio tra il pianissimo e pizzicato della conclusione del terzo movimento e il grandioso inizio del quarto, ben eseguito nel ritmo e nel rendere le atmosfere di grandiosità immaginate dalla creatività del compositore di Bonn. Molto bene anche la performance della Settima, brano più maturo che necessita elevate capacità introspettive oltre che tecniche. Non è mancata neppure qui una stonatura delle trombe, alla prima nota del secondo movimento che per il resto è filato in modo liscio e preciso, così come il presto finale, senza sbavature o incertezze nonostante la veloce partitura. Una serata di buon livello musicale con qualche incertezza, ma comunque apprezzata dal folto pubblico presente a teatro, di buon auspicio per i prossimi due concerti, a prezzi accessibili e con la presenza di direttori importanti come Cohen e Fisch. Due appuntamenti che anticipano le serate della Nona, diretta da Boer, chiusura dell'anno solare artistico della Fondazione.

lunedì 10 Dicembre 2012

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