Cultura

Bari ricorda Benedetto Petrone a 35 anni dalla sua morte

Anna Rita Ricchetti
Manifestazioni in città in omaggio ad un rappresentante barese dell'antifascismo
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Era il 28 Novembre del 1977 quando a Bari un gruppo di fascisti poneva fine alla vita del giovane comunista Benedetto Petrone.

Nel giorno in cui ricorre il 35° anniversario della sua morte, l'Amministrazione comunale, unitamente  e all'A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), al Comitato “28 Novembre” e alla Federazione di Bari di Rifondazione Comunista gli rende omaggio attraverso delle iniziative in suo ricordo a Bari.

Alle ore 11, si sono ritrovati dinanzi alla targa stradale “via Benedetto Petrone” del capoluogo pugliese e, subito dopo, si sono portati nei pressi della lapide commemorativa in Piazza Libertà. In entrambi i luoghi, il sindaco della città Michele Emiliano e il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, presenti alle manifestazioni commemorative assieme a Porzia Petrone, sorella di Benedetto, hanno deposto una corona di fiori in suo ricordo.

Proprio il presidente Vendola, omaggiando Petrone, ha affermato che il nostro futuro deve sempre rapportarsi al passato e ha ricordato Petrone come una persona che ha lottato perché i quartieri più poveri della città venissero riqualificati, perché i giovani non fossero dei vuoti a perdere. Il presidente della Regione ha aggiunto che avere una visione della realtà come quella che aveva Benedetto Petrone può aiutare a fare molti passi in avanti perché molti passi indietro sono stati fatti con il passare del tempo e ha ricordato anche come, in passato, si vivesse la politica come una passione nobile.

“Siamo qui per ricordare Benedetto Petrone – ha dichiarato il sindaco di Bari Michele Emiliano – prima nella strada a lui intitolata, una delle vie più importanti di ingresso a Bari vecchia, per poi spostarci nel luogo in cui questo orrendo crimine fu perpetrato 35 anni fa. Quello che è accaduto 35 anni fa può succedere di nuovo? Se non continueremo una lotta dura e corale senza perderci in quisquilie e disarmonie – faccio ammenda per primo – questo rischio c’è. Ma finché avremo la voglia e la felicità di trovarci insieme – qui e in altri luoghi – per fare quella politica che cambia in meglio la vita delle persone, avremo modo di scongiurarlo. Ringrazio Benedetto Petrone perché la sua è una di quelle storie che mi hanno spinto fino qua. Grazie, a nome mio e di tutta la città, della sua vita spesa per la democrazia, per la bella politica e per la Costituzione”.

Alle ore 18, invece, Rifondazione Comunista sarà presente alla conferenza dibattito “Fascismo dopo il fascismo”, con il prof. Luciano Canfora, che si terrà presso il Centro polifunzionale studentesco dell’Università degli Studi di Bari. A seguire, alle ore 19, sempre Rifondazione Comunista sarà presente alla manifestazione contro vecchie e nuove forme di violenza e intolleranza fascista.

Rifondazione Comunista porta avanti l’ideale della cultura del rispetto, della solidarietà e dell’apertura contro l’odio e afferma che le nuove generazioni devono essere protette dai fascismi di ritorno che sono rappresentati da tutte le varie forme di intolleranza sempre più in crescita in Europa

mercoledì 28 Novembre 2012

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Mario Pagano
Mario Pagano
9 anni fa

Quello che nessuno dice, di questa storia è che il povero Petrone, claudicante, venne lasciato indietro dai suoi cari compagni che poi hanno strumentalizzato la sua morte contro il fascismo. I Fascisti sbagliarono, ma si sa che i primi ad attaccare furono i comunisti e i fascisti li rincorsero per vendetta? Insomma, quello che penso è che un povero ragazzo di 18 anni ha perso la vita e non c’è nessun movimento politico che possa giustificare questo scempio, nè strumentalizzarlo.