Politica

Primarie: la Sinistra al ballottaggio, il Pdl in fermento

Luca De Netto
Bersani e Renzi si confronteranno ancora, ma Vendola in Puglia è primo. E la Meloni chiede a gran voce le primarie del centrodestra
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Alea iacta est, il dato è tratto: se le primarie del centrosinistra si sono consumate con alcune polemiche venute maggiormente alla ribalta negli ultimi giorni, nel centrodestra, invece, monta il caos più assoluto, vuoi perché in molti, a livello dirigenziale, speravano che tutta la vicenda si chiudesse a tavolino, vuoi perché nessuno si aspettava una candidatura dirompente come quella di Giorgia Meloni.

RA sinistra, intanto, il sipario può calare sul primo turno che, come ampiamente previsto, vede l’affermazione di Bersani incalzato, a breve distanza, da Matteo Renzi, il leader dei rottamatori.
Basso, ma di tutto rispetto, il risultato di Niki Vendola, che comunque conferma, in Puglia, la sua leadership ed il proprio consenso: nella nostra regione, infatti, il Governatore si è piazzato con un bel 37% pieno, a soli due punti di distanza dal Segretario del PD, fermo al 39%. Poca cosa, invece, per Renzi, che in Puglia raggiunge appena il 20%.

Ma Vendola conferma anche la sua roccaforte, ossia il territorio di Bari, dove il Presidente della Regione conquista ben il 47% dei votanti, distanziando Bersani di oltre 17 punti percentuali: l’esponente democratico, infatti, si ferma, a Bari, ad un tranquillo 30%.
E così, se è vero che Vendola abbia perso la sfida delle primarie, ha però vinto quella della leadership del centrosinistra pugliese: nessuno, d’ora innanzi, non potrà non tenerne conto.
Come si muoverà, del resto, il Governatore al turno di ballottaggio: sosterrà Bersani, perché storicamente e culturalmente più a sinistra, o vorrà dare una lezione alla vecchia nomenclatura del Partito Democratico, schierando le proprie fila per il giovane Renzi?
Al momento, nulla è definito.

Ma molto più liquida è la situazione in casa PDL: dopo l’exploit di consensi spontanei intercettati da Giorgia Meloni – oltre 70mila firme di sostegno contro le 100mila raccolte da Alfano, che però aveva dietro tutto l’apparato di partito, parlamentari, Governatori, sindaci e via cantando – il nervosismo è alle stelle.

Infatti, in queste ore sono in molti a scendere in piazza per chiedere che le primarie del centrodestra – le prime in assoluto – si volgano davvero e non siano stoppate da nulla. Nemmeno da un’eventuale ricandidatura del fondatore del partito, Silvio Berlusconi, disposto, pare, a giocarsi la carta di una nuova forza politica.

In Puglia, intanto, tutti allineati e coperti dietro l’ombra di Angelino Alfano, da Fitto a Quagliariello, dai parlamentari ai consiglieri regionali.
Eppure, anche nella nostra regione la Meloni ha intercettato migliaia di firme spontanee, senza alcun comitato di coordinamento e senza apparati di partito pre-confezionati.

E cosi, in queste ore, aumentano i militanti pronti a scendere in campo al sostegno della giovane esponente della destra, che è riuscita a ridestare in molti, con la propria candidatura di rottura, e con le posizioni espresse contro le ipotesi di Monti-bis, la voglia di fare politica.

Certo, Alfano non dovrebbe avere nulla da temere in Puglia, forse la Regione più blindata in termini di generali e truppe schierate con il Segretario. Eppure, l’aria è di cambiamento, e la Meloni potrebbe contare sia sullo spontaneismo di tanti simpatizzanti del centrodestra, che su numerosi giovani volenterosi; non mancando, d’altronde, figure istituzionali pronte a dare battaglia fino all’ultimo voto utile, come il consigliere comunale di Bari Marcello Gemmato, meloniano di ferro.

Al momento, comunque, è tutto estremamente plastico, come se il PDL fosse ormai un vulcano pronto ad esplodere mentre si avverte la lava che ribolle, quasi che per anni tutto sia rimasto sotterrano ed ora il magma bollente stia cercando di venire alla luce…
Intanto, qualche nota polemica arriva dalla Senatrice Adriana Poli Bortone, critica sul fatto che le primarie del centrodestra di fatto siano quelle del PDL:  “E’ un peccato che queste primarie del Pdl siano un’ occasione mancata –  ha dichiarato infatti la Poli Bortone – Non solo perché utili alla regolamentazione delle primarie in genere e ottima forma di selezione del personale politico; ma soprattutto perché necessarie per tentare di allargare le primarie stesse a soggetti esterni al Pdl, cercando così di creare i presupposti di future alleanze. E questa rappresenterebbe la grande occasione mancata”.

Non ci resta che attendere i prossimi sviluppi, sia a destra, che a sinistra. Sempre che tutto poi non si risolva in un nuovo Governo Monti…

martedì 27 Novembre 2012

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Giorgio tave
Giorgio tave
9 anni fa

Più che in Puglia è primo a Bari dove Vendola ha le fabbriche elettorali nutrite e retribuite. Provate a vedere a Taranto o Foggia dove Vendola offre poca roba e fà il “regista” della fabbrica dei veleni.