Attualità

L’accattonaggio: un fenomeno in ascesa anche in Prima Circoscrizione

Gaetano Macina
Dietro il fenomeno di povertà pare esserci organizzazioni criminali
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Una vera e propria invasione. L’esercito di rom e di extracomunitari ha praticamente preso possesso di ingressi di supermercati, centri commerciali, negozi, bar e tutti quei locali frequentati dai cittadini. Ciò che preoccupa però è l’ipotesi che dietro questo fenomeno potrebbe esserci qualche organizzazione malavitosa che gestisce questo traffico e che organizzerebbe turni di persone che stazionino davanti agli esercizi commerciali.

Infatti, qualcuno ha notato che davanti allo stesso negozio un giorno c’è una Rom (mai un uomo), con la bambina o bambino, il giorno successivo un uomo di colore e mai tutti e due insieme, coincidenze o accordi studiati a tavolino?

Si tratta di un fenomeno ormai evidente anche nelle periferie della città e quindi anche la prima circoscrizione non ne è immune. I poveri cittadini (specie le donne e gli anziani) sono tartassati ed indifesi da uno stillicidio di "piccole molestie" o "piccole mance". Chieste con educazione in molti casi, ma a “tagli minimi”: donazione minima 50 centesimi. Sono molto educati ed hanno imparato molto le classiche frasi in italiano di saluto e cortesia che elargiscono generosamente all’uscita dagli esercizi commerciali. Molti cittadini, consapevoli che si tratta di un fenomeno al limite dell’illegalità, si chiedono come mai il fenomeno dell’accattonaggio non venga perseguito dalle forze dell’ordine e per questo ne chiedono conto alle autorità cittadine ed alla forze dell’ordine.

La legalità in molti casi per questi fenomeni viene "valutata" dalle autorità in base a chi la compie. A seconda che si tratti dei poveri rom, degli sfortunati lavavetri, degli emarginati venditori di merce contraffatta, dei perseguitati posteggiatori abusivi, sembra cambiare la gravità del reato e il tipo di intervento delle forze dell’ordine. Il fatto più grave è che predicando tolleranza pietosa, all’insegna del vogliamoci bene, si potrebbe dare ai Vigili Urbani ed a tutte le forze dell’ordine che dovrebbero vegliare sulle illegalità l'autorizzazione a non agire e a tollerare il fenomeno vistoso dell’accattonaggio, delle vendite illegali da parte di queste persone che di fatto hanno soppiantato quelli nostrani.

Non aiutano di certo ai fini del controllo del fenomeno le leggi italiane e le varie sentenze degli organi giudiziari, a volte contraddittorie seppur emesse dallo stesso organo. Ne riportiamo alcune per dover di cronaca: secondo il codice penale italiano, chiunque mendicasse in luogo pubblico può essere punito con la reclusione (art. 670, Sentenza della Corte Costituzionale n. 51 del 1959); una successiva sentenza del ’95 abrogò il reato di accattonaggio con eccezioni. Per la Corte di Cassazione (Sentenza  28 novembre 2008 n. 44516) il reato di riduzione in schiavitù e/o servitù può configurarsi anche a carico dei genitori che impieghino i figli nell'accattonaggio, nel furto e in altre attività illecite e ricorre quando le forme di assoggettamento del minore si traducano in una integrale negazione della libertà e dignità dello stesso.

Ultimamente sulla questione è intervenuto il parlamento con l’introduzione di nuovi strumenti per combattere il fenomeno (Legge n. 228 dell’11 agosto 2003 “Misure contro la tratta di persone”). L’innovazione al reato previsto dall’articolo 600 c.p recita così: “chiunque eserciti su una persona poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprietà ovvero chiunque riduca o mantiene una persona in uno stato di soggezione continuativa (soprattutto minori), costringendola a prestazioni lavorative o sessuali ovvero all'accattonaggio o comunque a prestazioni che ne comportino lo sfruttamento, è punito con la reclusione da otto a venti anni”.

La maggior parte dei bambini coinvolti nell’accattonaggio, secondo alcune statistiche, appartiene a comunità di nomadi Rom di origine slava, per lo più stanziali sul nostro territorio ma anche di bimbi marocchini, e albanesi, specialmente nel nord Italia. Un giro d’affari da 200 milioni di euro, un numero di schiavi-bambini costretti all’accattonaggio che sfiora i 50mila in tutta Italia, la maggior parte dei quali di etnia sinti e rom. In Gran Bretagna che per civiltà non è seconda a nessuno, l’accattonaggio è considerato reato ed è causa di espulsione di numerosissimi immigrati, clandestini o meno.

Certamente ci sono tanti rom e tanti extracomunitari che rispettano le leggi italiane e che si integrano perfettamente nella società che li accoglie. La vera lotta delle forze dell’ordine deve essere condotta contro tutti gli altri, irregolari e malavitosi
Tra i tanti stranieri presenti in Italia c’è da segnalare in particolare un gruppo etnico di tutto rispetto, uomini dignitosi e grandi lavoratori, gente che non abbiamo mai visto chiedere l’elemosina ma che, a parte qualche eccezione, stanno cercando di integrarsi nel nostro sistema economico e sociale con dignità: sono i cinesi, che anche a Palese hanno aperto un negozio in via Diaz , la via Manzoni del quartiere.

mercoledì 14 Novembre 2012

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bari domani
bari domani
9 anni fa

Il fenomeno è distribuito su tutto il territorio della città e non solo.L’accattonaggio è reato in tutti modi,con o senza criminali “dietro”.E’ sempre più difficile controllare questa situazione e davvero non mi resta che dire: che Dio ci aiuti.Tanto,si può fare qualcosa?