Politica

I Circoscrizione, confronto sul fallimento del centrosinistra

Laura Bienna
Autonomia, interramento binari, tassa aeroportuale, Lascito Garofalo. Troppe le promesse disattese dall'Amministrazione Emiliano
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Il tradimento di un territorio, il fallimento di Emiliano”, questo il titolo dell’incontro, organizzato dai Coordinamenti Circoscrizionali PDL e Lista Simeone, e tenutosi ieri, nella sala della I Circoscrizione. Quella stessa sala dove, qualche giorno fa, si sono perfezionate le dimissioni del Presidente Di Liso il quale, come ha spiegato nella sua ‘lettera di commiato’, non voleva più avere a che fare con un’Amministrazione, quella Emiliano, dalla “inequivocabile, limitata, irrilevante portata” . Un’Amministrazione che, in pratica, ha disatteso tutte le promesse riportate nel documento programmatico di mandato.

A nostro avviso, però, l’autonomia mancata per un intervento del Sindaco in Consiglio Regionale, la questione, mai risolta, delle tasse aeroportuali, il problema dell’interramento dei binari, sono solo ‘la goccia che ha fatto traboccare il vaso’. Le vere ragioni delle dimissioni sono altre e si insinuano nella mancata comunicazione tra Emiliano e i suoi- le parole di Fernando Rodio, Consigliere Provinciale PDL e moderatore dell’incontro- Il nostro Sindaco fa e disfa a suo piacimento,vive nel paese dei contrari”.  Il riferimento, certo, alla questione “autonomia”, prima fortemente avversata dal Primo Cittadino, nell’ottica di un ingresso del territorio di Palese e Santo Spirito nella Città Metropolitana, ora improvvisamente “concessa”, proprio per meglio ubicare lo stesso territorio nella costituenda Città Metropolitana.

Il fallimento è dell’intero centrosinistra– ha incalzato il capogruppo Pdl della I Circoscrizione Michele Piscopo- Sin dalla proclamazione degli eletti nel 2009 non c’è mai stata alcuna sinergia. Basti pensare, dato emblematico, che le Commissioni si sono costituire quattro mesi dopo le proclamazioni, a dimostrare la carenza di unità d’intenti”. Quindi, l’accusa più grave al comportamento del Primo Cittadino  “ E’ tardi ora, promettere l’autonomia e l’ interramento dei binari per cercare di risanare la spaccatura col Presidente e con i cittadini”.  È tardi anche a fronte di numeri e cifre che parlano: dati alla mano, il coordinatore cittadino della Lista Simeone Giuseppe Loiacono, ha mostrato come nel 2012 il Piano Triennale per le Opere Pubbliche prevedeva interventi sui territori di Palese e Santo Spirito, pari all’1%, mentre, nel 2014, addirittura, la percentuale si attesta sullo 0,14. Dati allarmanti se si incrociano anche con un altro tema, uno a caso, quello del nodo ferroviario: “Qui nel Nord barese siamo in piena emergenza, ma il finanziamento C.I.P.E. , paradossalmente, va nel Sud barese. Da quelle parti non abita il prossimo candidato Sindaco De Caro?” Domanda retorica anche quella del Capogruppo della Lista Simeone nella I Circoscrizione Antonio Limongelli:L’atteggiamento che ha prevalso in questi anni? Quello delle scaramucce da bambini dispettosi, con un risultato che è sotto gli occhi di tutti, un territorio tradito dal personalismo di quattro persone”.  “Le stesse dimissioni del Presidente ci sono state presentate come atto unilaterale. Anche qui il modus operandi ha ricalcato quello sempre operato sul territorio: le beghe personali sono venute prima degli interessi della collettività– gli ha fatto eco Michele Picaro, coordinatore PDL della I Circoscrizione- se abbiamo ritardato il perfezionamento delle stesse, tra l’altro di una sola settimana, è stato per dimostrare la nostra opposizione a tale modo di fare. Motivo per cui abbiamo presentato anche una mozione in cui abbiamo chiesto che elezioni amministrative e politiche si svolgano contestualmente per evitare dispendi inutili di risorse pubbliche”.  

Ad intervenire, poi, anche esponenti di diverso livello istituzionale. Il Consigliere Comunale Ninni Cea , Capogruppo delle Opposizioni in Consiglio Comunale,  ha espresso parole di monito: " sarebbe facile ora cadere nella 'trappola' dell’indice puntato contro l’Amministrazione, che, indubbiamente, ha le sue non poche colpe, molto più significativo pensare alla costruzione del futuro possibile per questi territori abbandonati".

Un futuro che, dall’analisi del suo collega Consigliere Comunale, nonché Vice coordinatore cittadino PDL Marcello Gemmato,da anni impegnato nel territorio di Palese e Santo Spirito, non rincuora su possibili azioni future dell’Amministrazione Emiliano: “Esiste un documento, a firma dei tre Presidenti del centrosinistra che, se avesse seguito, per voi sarebbe una vera iattura: si tratta dell’accorpamento di questi territori con il San Paolo, nell’ottica dell’ingresso nella Città Metropolitana.  Non è da leggersi nessun intento denigratorio nei confronti del Quartier San Paolo, ritengo solo che prima di fare delle proposte, occorrerebbe studiare accuratamente la vocazione territoriale delle aree che si vogliono accorpare. E in questo caso, parliamo di due territorio che più disomogenei non potrebbero essere. A questo si aggiunga la questione del centro per rom e immigrati che si voleva collocare nel territorio di Enziteto e al quale mi sono fortemente opposto: si andrebbe a “penalizzare” così, un territorio già vessato e già fortemente isolato dalla statale e diviso al suo interno dalla ferrovia che lo spacca letteralmente in due. Per non parlare delle discariche di amianto a cielo aperto nel Lascito Garofalo, per le quali da tempo attendo risposte".

Un momento di confronto, dunque, presto trasformatori in un’analisi impietosa di un passato (da dimenticare) in cui il Sindaco Emiliano ne esce ora come lo Schettino di turno, pronto per primo ad abbandonare la nave, ora come un un novello Alice nel Paese delle Meraviglie per il quale, invertendo la lezione parmenidea,  “ciò che è, non è”  e tutto è il contrario di tutto, ora come un personaggio pirandelliano alla “Uno nessuno e centomila”, che non ha mai tolto la maschera per divenire “persona”. Un incontro che, tuttavia, è servito anche alla pianificazione delle possibili azioni future, dinanzi a una politica che, a ogni livello, ha perso di credibilità e dove il candidato di turno uscente non è chi vince, ma, semmai,  chi “ha perso di meno” . “Ritornare a una dimensione in cui il Palazzo parli la stessa lingua della Piazza”, questo il diktat da cui ripartire. A “imporlo”, il Senatore d’Ambrosio Lettieri, coordinatore cittadino PDL, che, riferendosi direttamente ai tanti cittadini intervenuti, ha concluso i lavori : “Sono andato a rivedere quello che vi era stato promesso dall’Amministrazione Emiliano in campagna elettorale e mi sento io stesso di chiedervi scusa per una politica che ha mostrato in questo territorio il suo lato peggiore. Ora non è più l’epoca delle promesse, la ricreazione è finita”.

sabato 10 Novembre 2012

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