Cronaca

Due nuovi beni confiscati alla mafia per i giovani e gli adolescenti

La Redazione
Emiliano: "un passo importante per cambiare il destino segnato di molti ragazzi"
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Due beni confiscati alla mafia da oggi saranno utilizzati da tutti i cittadini, e in particolare giovani e adolescenti, per finalità sociali e culturali. A tagliare il nastro dei nuovi Centri Servizi, che sorgono in piazza San Pietro a Bari Vecchia e in via Loiacono a Japigia, sono stati il sindaco di Bari Michele Emiliano e l’assessore al Wefare Ludovico Abbaticchio.

Gli immobili confiscati – ha dichiarato il sindaco Emiliano – sorgono entrambi in due luoghi simbolici. In piazza San Pietro sono visibili ancora i colpi di kalashnikov della guerra di mafia, che solo pochi anni fa imperversava nel Borgo antico. Questi nuovi presidi si occupano di evitare che il destino dei bambini, qui a Bari vecchia, sia segnato per il solo fatto di essere nati qui. Il nostro desiderio di cambiare il loro destino già scritto, qui e negli altri quartieri difficili, è un obiettivo che si sta realizzando anche grazie ai beni dei mafiosi. Mafiosi che hanno rovinato le loro vite, perché sono morti o finiti in carcere, con tutte le conseguenze a livello familiare, in termini di disperazione e abbandono, che ne conseguono. Noi non abbandoniamo i figli di nessuno, perché lo Stato è qui presente e si prende la responsabilità di restituire a tutti i bambini, senza distinzione, le stesse possibilità come prescritto dalla Costituzione. Questa capacità che lo Stato deve avere, anche se ci vorrà molta pazienza, è l’unica strada per cambiare le cose”.

Il progetto del Comune di Bari si chiama “L’albero che non c’è” e si rivolge a ragazzi tra i 15 ed i 18 anni, residenti nel capoluogo, e a ragazzi tra i 15 ed i 21 anni, transitati nel circuito penale. L’iniziativa prevede, quindi, la riqualificazione di due beni confiscati alla criminalità organizzata e, poi, trasformati in un Centro risorse in piazza San Pietro e in una Comunità di prima accoglienza nel quartiere Japigia.

Tra i servizi offerti dal Centro risorse vi saranno attività di orientamento, organizzazione di incontri formativi e laboratori creativi, percorsi di sensibilizzazione ai diritti/doveri di cittadinanza, creazione di “tool kit” per conoscere il territorio e la rete dei servizi dedicati.
La Comunità di prima accoglienza si occuperà, invece, dell’elaborazione di progetti educativi individualizzati, di segretariato sociale e attivazione della rete territoriale.
Il progetto prevede, inoltre, attività di coordinamento e integrazione con i servizi del territorio, di monitoraggio e valutazione, di comunicazione e diffusione dei risultati.

L’iniziativa rientra nell’ambito del PON FESR “Sicurezza per lo sviluppo – Obiettivo Convergenza 2007 – 2013”, volto a contenere gli effetti delle manifestazioni di devianza giovanile. Le attività de “L’albero che non c’è” sono state affidate per 11 mesi all’ATS costituita dalla cooperativa sociale CAPS, dall’associazione UNISCO e dal consorzio Meridia.

L’inaugurazione ha preso il via alle ore 11 con il taglio del nastro del Centro risorse nel Borgo antico per poi proseguire, alle ore 12.30, con l’apertura della Comunità di prima accoglienza a Japigia, alla presenza dell’assessore Abbaticchio, che ha dichiarato: “Attraverso la sinergia tra pubblico e privato-sociale e il raccordo tra formazione e mondo del lavoro, L’Albero che non c’è mira ad offrire strumenti concreti per l’integrazione e l’inclusione dei nostri ragazzi. Saranno realizzate azioni di informazione e sensibilizzazione, progetti individualizzati di formazione ed inserimento lavorativo, con l’auspicio che i destinatari possano rendersi promotori di percorsi di partecipazione attiva alla comunità”.

giovedì 27 Settembre 2012

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