Attualità

Esclusiva Barilive: Raffaele Diomede si confessa dopo la protesta davanti al Comune

Davide Impicciatore
"Mi sono sentito solo: la città di Bari mi ha voltato le spalle invece di tendermi la mano"
2 commenti 660

E’ durata due giorni la protesta di Raffaele Diomede, poi il fisico ha ceduto. Il 37enne barese ha iniziato venerdì mattina lo sciopero della fame e della sete, continuato sino a sabato pomeriggio, davanti al Comune di Bari per protestare contro il sistema di assunzioni del personale della Fiera del Levante, sistema che quest’anno è stato affidato nelle mani di società terze, le quali hanno adottato criteri di selezione del personale arbitrari e tuttora sconosciuti.

“A parte la presenza dell’ex sindaco di Bari, dr. Di Cagno Abbrescia” – ha commentato Diomede – “che tra l’altro è stato quasi tutta la mattina di sabato con me e con gli amici che erano lì a fare questo sit-in, e di un paio di consiglieri comunali, non si è visto assolutamente nessun’altro politico o amministratore. E’ stato un sit-in di protesta vissuto in solitudine, il che mi ha fatto più male della fame e della sete”.

Diomede, 37 anni, laureato con il massimo dei voti in Scienze della Formazione, consigliere comunale dal 1999 al 2004, con master, varie esperienze lavorative anche in campo amministrativo, già ispettore dell’ente Fiera qualche anno fa (ricevette un encomio dal presidente della Fiera per il suo impegno e i suoi meriti quell’anno, n.d.r.), è deluso da questa città, dalla “sua” città: “mi aspettavo che questa città rispondesse diversamente alla protesta e che ci fosse più partecipazione, anche e soprattutto attiva da parte delle istituzioni stesse, da quelli che dovrebbero tutelare i cittadini: non dobbiamo dimenticare che i politici sono degli impiegati, sono impiegati dei cittadini, eletti dai cittadini e che devono lavorare per i cittadini. C’è un contratto tra il cittadino, datore di lavoro, e l’eletto, che deve rispondere al cittadino”, e, riagganciandosi al motivo della sua protesta: “quindi davanti al bisogno o alle denunce del cittadino che chiede legittimamente trasparenza e chiarezza il politico deve scendere in campo con il cittadino. Questo non è avvenuto”.

Perché hai preso questa decisione così drastica?
“Non è stata una decisione semplice, ma è stata abbastanza sofferta. Sino all’ultimo ero dibattuto se iniziare questa protesta così forte o no”.

Non è stato troppo unire lo sciopero della fame a quello della sete?
Sì, forse è stato estremo come gesto. Magari se avessi fatto solo lo sciopero della fame un altro giorno di protesta sarei riuscito a strapparlo” (ride).

Facciamo capire ai nostri lettori il PERCHE’ della tua protesta “estrema”.
“Attenzione: la mia protesta non è nata dal fatto che io pretendessi avere occupazione in questi giorni alla Fiera del Levante, io non sto con il cappello in mano: per me che ci siano altri giovani va bene, non dobbiamo fare la guerra dei poveri. La sofferenza è nata nel momento in cui, da quando ho chiesto il motivo della mia esclusione (ricordiamo che ad oggi il dr. Diomede non ha avuto risposta alle sue domande di lavoro, quindi formalmente non ha ancora avuto un rifiuto ufficiale) ancora oggi non so quali siano state le motivazioni per cui il mio curriculum è stato scartato. Non ho svolto nessun colloquio conoscitivo. E nel momento in cui ho chiesto spiegazioni non mi è stata data nessuna risposta né mi sono stati spiegati i criteri che hanno fatto la differenza”.

Ma questo accade a molti oggigiorno.
Io credo che sia un diritto di tutti i cittadini quello di sapere e di avere le notizie che riguardano la propria vita. Io ho chiesto notizie della mia vita, del mio curriculum, non ho chiesto notizie della vita di altre persone. E allora ho dato il via a questa iniziativa di protesta”.

Ecco che, quindi, la Fiera se ne lava le mani e attua l’italianissimo “scarica barile”: un comunicato stampa dell’Ente Fiera afferma che la Fiera non ha nessuna responsabilità sulle assunzioni perché ha demandato la selezione del personale a società esterne le quali potevano utilizzare “personale già disponibile presso le società concorrenti o da queste selezionato ad hoc. Tale scelta è lasciata alle società vincitrici”, come si legge sul comunicato del 31 agosto scorso.

La Fiera se n’è lavata le mani, ed è un fatto inusuale perché l’Ente proponente è la Fiera del Levante e quindi era questa che doveva indicare i criteri perché il personale, ammesso che sia stata fatta una regolare selezione (e io su questo dubito fortemente), è l’immagine della FdL, non l’immagine della BariCongressi o della Regulus” come si legge su magliette e camicie. “Se la Regulus” – prosegue Diomede – “ha assunto un terrorista ne risponde la FdL”.
 

Quindi?
Quindi queste società hanno svolto attività da agenzie di lavoro interinali: non hanno selezionato personale per poi far assumere da FdL, ma hanno assunto personale a tempo determinato fungendo da A.L.I. Pongo quindi delle domande aperte…”.

Ma le domande le faccio io. Sentiamo.
Nello statuto della BariCongressi o della Regulus è prevista questa forma di attività? Ovvero quella di svolgere la funzione di un’agenzia per il lavoro interinale? Io non credo. Secondo quesito: il termine della scadenza della presentazione dei curriculum era previsto per il 31 agosto 2012. Il 2 settembre erano state già selezionate le unità per essere assunte. Ma le proposte erano circa di 1000 curricula, esaminate quindi nel giro di due giorni (ride). In pochissimo tempo hanno esaminato centinaia e centinaia di curricula con criteri che non ci è dato ancora oggi conoscere. Io credo che umanamente non sia possibile fare ciò: neanche i Servizi Segreti Americani con i loro scienziati riuscirebbero a leggere mille curricula, valutarli e selezionarli in due giorni. Io sono ancora qui a domandarmi cosa non andava nel mio curriculum, quali altri titoli dovevo presentare…”

Forse lo so. Una raccomandazione: quella ti manca!
Guarda, io mi auguro che qualcuno me lo venga a dire però, perché io non so neanche questo. E poi io vorrei sapere, visto che sono atti pubblici, quali sono i giovani con i quali io mi posso complimentare, voglio sapere nomi e cognomi poiché lavorano per un ente pubblico: ci sono parentele tra gli assunti e noti uomini politici o sindacalisti baresi? Posso sapere se ci sono due, tre fratelli assunti tutti quanti contemporaneamente? A queste domande mi piacerebbe avere delle risposte che a tutt’oggi non sono arrivate”.

E adesso cosa hai intenzione di fare?
“Adesso ho intenzione di costituire un Comitato con tutti i giovani e i cittadini che hanno voglia di denunciare soprusi da parte dell’amministrazione comunale barese e degli enti ad essa collegati. Vorrei raccordare tutti i cittadini che ritengono di aver subito o stanno subendo un sopruso e creare una rete sinergica perché la voce di un singolo nel deserto di questa città rimane una voce vuota, ma la voce di centinaia e centinaia di persone in questo deserto di valori può diventare un grande urlo di liberazione. Forse si potrà sperare insieme di cambiare le regole e i giochi di questa città. E per chiunque volesse iscriversi al Comitato o esprimere la propria solidarietà anche riguardo a questa faccenda, è liberissimo di scrivermi via mail a raffaelediomede@libero.it”.

Domanda cattiva: ci andrai in Fiera quest’anno?
(dopo una breve esitazione) “Non lo so. Non ho ancora deciso. Sicuramente se andrò in Fiera andrò veramente a stringere la mano a tutti i giovani assunti, sia per esprimere la mia felicità per la loro prestazione ma soprattutto per conoscerli, perché è bello sapere che ci sono dei giovani in qualche modo migliori e più fortunati di me”.

Ho saputo che hai incontrato anche il Sindaco Emiliano, è vero?
Il Sindaco Emiliano è passato durante la protesta di sabato perché stava andando ad una riunione. Non sapeva della protesta e mi ha chiesto informazioni. Mi ha detto che non era al corrente di questi appalti e quindi mi ha stretto la mano e basta”.

Solo una stretta di mano?

“Sì, perché non era a conoscenza dei fatti quindi non si è sbilanciato…”

Ho letto che i medici ti hanno “costretto” a sospendere la tua protesta…
Quando sono accorsi i volontari del 118 – che ringrazio veramente – mi hanno subito dato dei liquidi per via endovenosa e poi in ospedale anche i medici mi hanno assolutamente proibito di continuare perché stavo rischiando anche a livello cardiaco, ero veramente debilitato e quasi totalmente disidratato. Oltre allo stato fisico c’era anche il problema dello stato psicologico: ho vissuto questi giorni abbastanza in solitudine da parte delle istituzioni. Mi sono sentito solo, mi sono sentito solo nella mia protesta e ho sentito che in quel momento la città di Bari mi stava volgendo le spalle invece che tendermi la mano. Non ho retto. Forse se in quel momento della debilitazione fisica fosse intervenuto il Prefetto, il Sindaco o qualche esponente istituzionale mi sarei fatto forza, avrei anche interrotto la protesta perché il mio obiettivo era stato raggiunto. Non c’è stato nessuno. Diceva Falcone: “si muore quando si è soli”: in quel momento io mi sono sentito morire, abbandonato dalla città. Poi per fortuna alla sera gli amici mi hanno fatto trovare il primo pasto caldo, e questo mi ha fatto pensare all’inno alla vita e che al di là di tutto, delle lobby, della mafia, dei colletti bianchi, c’era un altro mondo che è il mondo delle persone a cui tu vuoi bene, della tua famiglia, dei tuoi amici, ed è quello il mondo a cui io devo dare atto e devo dare la mia vita. Tutto il resto non merita la mia distruzione, non ne vale la pena…c’è qualcosa di più importante che è la dignità della vita e davanti alla dignità della vita non c’è potente che tenga. La mia vita è un bene inestimabile. Il pasto caldo condiviso con gli amici mi ha riportato alla vita”.

Parole sante. Quindi questo finale non è proprio una sconfitta…
No, no. Non è assolutamente una sconfitta perché è difficile sconfiggere gli ideali e i principi in cui uno crede. Gli ideali possono essere scalfiti, possono essere tormentati, ma non possono essere distrutti perché l’ideale è lo stesso senso di vita, l’ideale ti appartiene, sono le tue cellule, scorre nel tuo sangue, e paradossalmente gli altri possono anche distruggere il tuo corpo ma l’ideale continua a vivere, nella storia che tu hai lasciato, nella storia della tua vita. Io non mi sento affatto sconfitto, anzi mi sento ancora più guerriero di prima e sino a quando una persona sarà libera di agire e pensare e sarà serena con il proprio cuore e coerente con la propria vita, veramente potrà andare avanti senza temere nessuno”.

lunedì 10 Settembre 2012

Argomenti

Notifiche
Notifica di
guest
2 Commenti
Vecchi
Nuovi Più votati
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti
Gabriele Piscitelli
Gabriele Piscitelli
9 anni fa

In merito al presente articolo penso di avere il dovere di dire che il sig. Michele Emiliano a sua la delega dell’ Assessorato al Personale .- 1^ 2^ Il Sig.” Diomede” a avuto la fortuna del “Suo gesto di Ptrotesta ” e stato segnalato dalla stampa ed e molto giusto, e positivo. Comunque anche il sottoscritto sono vittima dell’ Amministrazione del Sig. Michele Emiliano e della sua giunta, e della Segreteria della CGIL-FP di Bari . Pertanto devo segnalare che il sig. Michele Emiliano sta ignorando la richiesta della delibera Nominativa nr. 28 del 28 gennaio 2010 che non cita in essa la violazione commessa da lui oh chi per lui la violazione del dlg. 165/2001, e il dlg. 241/1990 e smi. Comunque mi auguro che con quella stretta di mano data non rientra nel sua personalità di Ipocrisia. Ne avremo prova come Cittadino/ni nel prossimo Consiglio Comunale convocato per il Bari 17 settembre 2012. Gabriele Piscitelli Dipendente Comunale

Francesco manzari
Francesco manzari
9 anni fa

Ce ne fossero 100 1000 di persone come te Raffaele ti faccio i miei complimenti per uno sciopero che nn ha precedenti. So che noi nn siamo portati a protestare perché se così fosse dopo tutti gli aumenti Iva tarsu imu ecc ecc nessuno ha avuto il coraggio di scioperare o protestare. Nn arrenderti mai….in bocca al lupo