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Ferrovie Sud-Est presto di proprietà della Regione

La Redazione
Laddomada: "Individuare eventuali responsabilità"
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Le criticità da me sollevate già da tempo relative alla gestione approssimativa delle ferrovie del Sud- est tornano prepotentemente alla ribalta. Se si fosse agito per tempo probabilmente si sarebbero potute attuare iniziative che avrebbero, quanto meno, limitato la grave situazione che oggi verifichiamo”.

È  quanto afferma, criticamente, il consigliere regionale de La Puglia per Vendola Francesco Laddomada a seguito delle indiscrezioni relative alla situazione debitoria e gestionale delle Ferrovie del Sud-Est in procinto di passare sotto la proprietà della Regione Puglia con tutto il carico di problematiche ad esse legate.

Già da circa due anni – continua Laddomada- avevo sollecitato l’assessore regionale Minervini e le autorità competenti al fine di monitorare e attivare un percorso finalizzato a capire quale fosse la reale situazione gestionale, sotto tutti i punti di vista, delle Ferrovie del Sud-est. Le mie sollecitazioni sono rimaste inevase a causa d un approccio, mi duole dirlo, approssimativo in merito alla vicenda considerate anche le ingenti risorse le che Regione destina all’Azienda. Oggi viene fuori, ma solo per chi ha voluto non vedere, che la Sud – est, in procinto di passare sotto l controllo totale della Regione rischia di trascinarsi con debiti stimati intorno ai 200 milioni di €, una cifra esorbitante che auspico non   ricada sulle tasche dei cittadini pugliesi.  Senza tralasciare che negli anni specie nella gestione del personale sono state fatte scelte a dir poco discutibili, con un ricorso eccessivo allo straordinario: ritmi di lavoro per gli autisti assolutamente inaccettabili, assenza dei carichi di lavoro, definizione dei riposi periodici settimanali solo per citare alcuni esempi. Si è voluto quindi reiterare un comportamento contrario a qualsiasi forma di economicità, considerando che le spese per gli straordinari del personale “anziano” anno un costo eccessivo, quando invece si sarebbe potuto attingere ancora alla graduatoria del concorso espletato del 2008  costato 500 mila €, che avrebbe potuto da un lato far risparmiare l’Azienda e dall’altro avrebbe creato nuove opportunità di lavoro. Ma evidentemente sono prevalse logiche che poco hanno a che vedere con una corretta e sana gestione dei conti.   Senza considerare che ci sono giovani assunti qualche anno fa che attendono ancora la contrattazione di secondo livello. Il Piano di reindustrializzazione – aggiunge Laddomada – è carente sotto molti aspetti, come ad esempio in relazione alle attività manutentive che oggi si vuole internalizzare, sarebbe interessante sapere quanto negli anni  è costato l’esternalizzazione del servizio di manutenzione e cosa si intende per “formazione del personale”. Il Dl del 22 giugno 2012 n. 13 prevede “Misure urgenti per la crescita del Paese”  e tra gli interventi previsti c’è proprio il passaggio del trasferimento dallo Stato alla Regione della proprietà della Sud-est. Ora mi chiedo qualche crescita potrebbe avere la nostra Regione da questo trasferimento che definirei di “debito” più che di proprietà. Ed è assolutamente inaccettabile che qualcuno abbia pensato di utilizzare i Fondi FAS per ripianare un debito scaturito da gestioni superficiali e approssimative. Ricordo che i fondi FAS , istituiti con la finanziaria 2003 sono destinati alla crescita e allo sviluppo delle aree svantaggiate e non alla copertura dei debiti.

L’auspicio  – conclude Laddomada – è che adesso si faccia piena luce sull’Azienda onde evitare di ritrovarci in una situazione di difficile gestione, ma per far questo sarà necessario individuare eventuali responsabilità, onde evitare che l‘utilizzo   che il fardello delle cattive gestioni ricada sulle tasche dei cittadini di Puglia.

domenica 5 Agosto 2012

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